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June 25, 2026 9:16 · Portrait

<<Il mio cazzo, ora, è di marmo, pulsa contro la stoffa del pigiama. La sua mano non si ritrae. La sento muoversi, lenta, decisa. Scende. Le sue dita sfiorano l’elastico. Sento il suo respiro farsi più pesante sul mio collo. Poi un sussurro, roco, che mi gela il sonno e mi incendia il sangue: "Mati... ho aspettato troppo per fermarmi solo a un bacio della buonanotte.">>

E inizia un bacio intenso, forte.
Le sue labbra, carnose, dure e morbide allo stesso tempo, la consistenza che mi fa pensare, che forse, anche la sotto, sarà tutto così duro.
E passa meno di un attimo, che la mia mano è sul suo pacco. Duro. Avevo ragione.

È duro, è grande, è forte.
Cazzo, è grande.
Ci gioco, lui ansima, lo sento.
Mi guarda negli occhi, capisco tutto.
Piano piano scendo, i nostri sguardi fissi.
Le mani sulla’elastico. Lo abbasso, respiro.
Lo sento duro, qui avanti. Tra le mi labbra e il mio piacere c’è solo un velo di stoffa a dividerci.
Stringo le dita, abbasso l’elastico. Fa fatica a uscire. Esce tutta l’asta. Manca un lei. La fine del cazzo, e l’inizio del piacere. La cappella. Fa fatica a uscire.
Ed eccolo lì, che finalmente sale, e lo ritrovo su, dritto. Avanti al mento. Come mio solito, avvicino il naso alle palle. Non resisto, stavolta non sto così tanto tempo a scoprire il sapore. Lo voglio in bocca. Inizio a leccare, le palle ruvide, salgo, l’asta. È dura. È durissima, lo impugno, la lingua arriva al frenulo. Scopre la cappella, che subito scompare nella mia bocca. È duro. Non ho mai toccato un cazzo così duro. Mai. Toccato. Un cazzo cosi duro.
Inizio a succhiarlo, Prima piano, poi sempre più veloce.
“Bene Mati, è arrivato il momento. Sfoggia la tua gola profonda, mettilo tutto dentro.”
Inizio, vado giù, mi rilasso, apro la bocca. Allargo la mascella, preparo la gola.
Non passa.
Cazzo, non passa.
È così grande, che non c’è spazio. Sento i miei molari, toccare il suo cazzo. Mi fermo, non forzo. Potrei andare più, ma non voglio fargli male.
È geometria. Il suo cazzo non entra nella mia bocca.

“Speriamo non sia così per il culo”
Mi gira mi lecca, mette le dita dentro, mi allargo. Sono pronto. Lo voglio.
A pecora, appoggia la cappella, inizia a scoparmi, lentamente entra.
E inizia a scoparmi, avanti e indietro. Mi sento completamente pieno ora. Mi sento completamente aperto.
Porto la mano dietro, il cazzo non è tutto dentro
“Merda” penso.
Mi scopa così, a quattro, dolcemente, sa che cazzo ha in mezzo alle gambe.
Poi si ferma.
Vado a avanti. Lo faccio uscire.
Mi giro, lo guardo.
Mi guarda. Vorrei mi scopasse così, in fondo la pecora non è mai stata la mia preferita.
Il buco è aperto, la cappella si appoggia mentre le nostre lingue si esplorano e in un attimo è tutto dentro. Sono aperto, bagnato, lubrificato. È dentro. È TUTTO dentro.
“Cazzo ce l’ho fatta”
Non è fuori nemmeno un millimetro, sento le palle che sbattono, il suono, in lontananza, perché non capisco più niente, sono solo abbandonato a tutti gli orgasmi che il mio culo mi sta regalando. La prostata è stimolata, il cazzo è duro. Non c’è nemmeno bisogno che mi tocco.
Mi scopa. Forte, sempre più forte, sempre più veloce. Sempre più dentro, sempre più a fondo.
Provo a toccarmi
“Cazzo vengo” Mi fermo
<<Così vengo>> Mi dice.
Non mi fermo
Mi tocco appena.
È più forte. È più intenso. Sta tutto dentro, lo sento.
Vengo.
Viene.
La mia sborra sulla mia faccia. La sua bocca sulla mia.
Esce, adesso. Piano. Sono aperto.
Mi passo la mano sul culo.
Sono pieno.
Cola qualcosa, me lo porto alla bocca.
Lo assaggio.
È buono. Lo guardo.
Lo bacio.
Dormiamo.

@matilush & @diegomattos2020

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