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October 5, 2026

E se due anime sole si trovassero nella stessa stanza?
A guardarsi negli occhi.
Persone sconosciute.
Lingue diverse che comunicano male.
Occhi sorridenti che si raccontano, in silenzio.
Due storie forse uguali. Due persone lontane e perse.
A trovare in uno sguardo il senso di uno orgasmo.
Viverlo così forte, da accompagnarlo a un pianto.
Una carezza. Un bacio. Uno sguardo, a dire “ci sono, sono qui, sarò ancora qui, e andrà tutto bene. Lo faremo ancora, lo giuro”

Che caldo, questa città, mamma mia.
Lascio la bicicletta. Ho le gambe stanche.
Sudato entro. Inizio a salire le scale. “Un po’ di allenamento per i glutei penso”.
Salgo, fa caldo, sudo.
Mi sento stanco.
Alzo lo sguardo.
È lui.
È lì.
Mi guarda.
Sorride.
Sfuggo lo sguardo, timido, finisco gli ultimi gradini. Non riesco a guardarlo per troppo tempo.
Il sorriso.
Lo aspettato, tanto.
L’ho visto in foto, ci ho parlato. Avevo sentito la sua voce.
Non lo avevo, ancora, mai visto.
Non me lo aspettavo.
Quel sorriso.

Due chiacchiere, un Aquarius. Un po’ di sali, e un po’ di zucchero.
È bello. È dolce.
È sexy e quasi nervoso.
Col bicchiere in mano tolgo le scarpe.
Mi giro. È vicino, ora.
Quasi cado. Lo guardo. Mi guarda.
Non rido. Non ride.
Per un attimo le nostre anime si specchiano.
Per un attimo le nostre cigliano vibrano insieme.
Per un attimo vorrei che le nostre vite non si incrocino solo per un attimo.
Per un attimo vorrei addormentarmi sentendo il suo battito.

L’avete vissuta mai quella sensazione? Di quello sconosciuto a cui diresti tutto?
Di quello sconosciuto di cui ascolteresti tutto?
Di quello sconosciuto che sembra come te. Di quello sconosciuto di cui senza sapere nulla, sai già tutto.

Lo sguardo, più forte.
Più fino, più stretto, più caldo.
È sempre più vicino, è sempre più caldo.
Lo bacio.
Le labbra sorridono cedendo a un abbraccio. Una danza di lingue, passione.
Quel ritmo spontaneo che cresce all’unisono. Quel bacio che sogni, e non devi spiegare.
La lingua, l’orecchio, il collo, lo bacio, il sapore del sudore, sapore di sale.
Ricorda un po’ il mare, come quello che ho dentro, come quello ha dentro.
Alzo la maglietta, lo guardo negli occhi in quel secondo in cui il contatto delle nostre labbra si stacca. Vedo i suoi tatuaggi, il nero sulla pelle, lucido, mi piace, lo sento, lo stringo.
Si stende sul letto e mi tira a se. Mi spoglia mi bacia, mi lecca.
Mi gira, mi odora. La lingua sulla schiena, la faccia tra le mie natiche. Sento il calore. Non della sua pelle. Il suo. Lo sento. Lo sento.
Nessuno mai mi aveva voluto così tanto, nessuno mi aveva mai dato tanto piacere solo con una lingua, a esplorare ogni centimetro di me, del culo, del cazzo. A dirmi ti voglio. E lo voglio tanto.
Lo lecco, il suo cazzo, è bello, è perfetto. È per lui.
Mi sdraio, e lui si accompagna a me. Sento la sua lingua, la sento sulla schiena, salire sul collo, mi bacia l’orecchio. E intanto succede. Lo sento, si appoggia, sono aperto. È già dentro.
Lo sento fino in fondo. Non lo vedo. Ma non serve, io godo, lui anche. Il suo ritmo, il mio corpo.
È tutto perfetto.
Non durerà molto, sarà forte, intenso. Si svuota, si accascia, respira. Con me.
Mi giro, lo bacio, lo abbraccio. Lo guardo. Mi sta guardando.
Mi sta dicendo tutto quello che avrebbe voluto dire a qualcuno da tempo.
Mi sta dicendo tutto quello che volevo sentire da tempo.
Mi sta dicendo tutto. E lo sta facendo in silenzio.
Lo guardo, ancora una volta, mi alzo e mi vesto. […]
Mi avvicino alla porta, lo saluto.
Ora non lo guardo più.
Lo so, è stato forte. Lo so è stato bello.
So anche, però, che non sarà in eterno.
So anche, però, che è stato tutto vero, ma è stato solo quel momento.

Lo saluto, mi giro.
La porta alle spalle. Sento che mi guarda, glie lo lascio fare.
Sta volta, però, sono io, che non mi volto a guardare.
Ho imparato col tempo che quello che è importante è vivere forte, vivere intenso, tutto ciò che è bello. Ma a farlo in quel momento.
Perché domani, sarà già tutto cambiato.
O meglio. Domani sarà già tutto uguale a prima.
Due anime solo che fanno l’amore, guardandosi negli occhi.
Sfidando l’amore. Per non farsi prendere, giocando sì, ma attenti a non rifare di nuovo quel vecchio errore.